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| I sindaci a Monteprandone |
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Il sindaco di Mantova Nicola Sodano ha partecipato domenica 27 novembre agli eventi che si sono tenuti a Monteprandone in occasione della festa di San Giacomo della Marca in provincia di Ascoli Piceno. Il Santo è compatrono di Mantova.
Le iniziative per ricordarlo sono state accolte nella sala consiliare del Municipio. Nel pomeriggio il vescovo monsignor Gervasio Gestori ha celebrato la messa nella chiesa di San Nicolò di Bari, quindi c’è stata la processione fino al Santuario.
Tra Mantova e Monteprandone esiste un legame stretto che si sta rafforzando grazie ad un protocollo d’intesa in che verrà firmato prossimamente. Intervenendo nella sala consiliare del Comune, il sindaco Sodano ha portato il saluto della città ringraziando la comunità di Monteprandone per il contributo culturale e religioso profuso per la valorizzazione del Santo.

| Il sindaco Sodano in processione |
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“Con questi eventi – ha sottolineato – si favorisce la diffusione dello spirito religioso e ci sono le condizioni per sviluppare nuove iniziative tra le nostre due città e tra i Comuni che aderiscono alla vasta rete che si è creata. Il turismo religioso è una risorsa importante da non sottovalutare”.
Nel 1459 Domenico Gangala, futuro San Giacomo della Marca, ex avvocato entrato nell’ordine dei Frati Minori, approdò a Mantova col saio francescano per volontà del Pontefice Pio II che gli chiese di partecipare alla Dieta e di raccogliere uomini e denaro per fermare l’avanzata dei Turchi in Occidente.
La Crociata non fu effettuata a causa della morte del Papa, ma il Santo rimase a Mantova dove visse episodi di particolare rilievo legati alla vita della città, ad esempio quello di aver fermato la piena del Po a Revere facendo pregare i contadini lungo gli argini.
Il rapporto con Mantova si è contraddistinto per la strenua difesa della reliquia del Sangue di Cristo, rischiando persino l’accusa di eresia per aver contrastato l’opinione dei Domenicani, secondo i quali Gesù, con la Resurrezione, non lasciò in terra tracce delle sue spoglie mortali. Il motivo per cui fu fatto santo nel 1726 sta proprio nel fatto di aver contribuito a confermare l’eccezionalità e l’unicità della reliquia mantovana.

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