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L'Arpa ha reso noto i risultati delle analisi che sono state effettuate su alcuni campioni di neve prelevati nella notte tra il 18 e il 19 gennaio nelle aree del polo chimico di Mantova. I verdetto ha stabilito che la neve chimica non è tossica.
L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha trovato concentrazioni minime dei metalli pesanti esaminati.
I valori non preoccupano. I campioni provengano tutti da zone a ridosso del polo industriale dove si verifica il fenomeno della «nebbia ghiacciata». Il vapore acqueo emesso dagli stabilimenti si trasforma in fiocchi bianchi non inquinati dalle emissioni degli stabilimenti.
La concentrazione di metalli pesanti è la stessa di quella trovata in luoghi di campagna oppure in siti urbani senza traffico.
"I risultati sono tranquillizzanti - a parlare giovedì 2 febbraio è l’assessore all’ambiente Anna Maria De Togni -. Si è dimostrato che la cosiddetta neve chimica è un fenomeno naturale dovuto ad emissioni di elevate quantità di vapore dagli impianti del polo chimico, e che contiene concentrazioni normali di metalli pesanti come si trovano ovunque. Non costituisce, quindi, un pericolo per la salute umana".
I prelievi sono stati effettuati al Tridolino, nelle campagne di Mantova, nel pressi della centralina di rilevamento della qualità dell’aria dell’Arpa, e al campo sportivo di Villanova de Bellis, nel Comune di San Giorgio.
Le analisi dell’Arpa erano state commissionate dal Comune di Mantova, per cercare i metalli pesanti vanadio, cromo, nichel, rame, zinco, cadmio, mercurio e piombo. I risultati dicono che di otto sostanze sono state trovate quantità talmente infinitesimali da non essere nemmeno misurabili. I metalli che invece sono stati misurati sono rame, zinco e piombo, trovati comunque in quantità minima.

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