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LEARCO GUERRA, LA "LOCOMOTIVA UMANA"
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 Dopo circa 10 anni dalla realizzazione del Museo fortemente voluto dalla Associazione Nazionale Atleti Olimpici Azzurri d’Italia ed in primis dal suo presidente di allora Cav. Otello Giovanni Pozzi, a circa tre dalla forzata chiusura dello stesso, prende finalmente vita un’altra iniziativa per ricordare le imprese di Learco Guerra.
Ora infatti la volontà degli eredi (la figlia Carla ed i nipoti Carlo e Learco) e la disponibilità delle istituzioni mantovane hanno permesso di allestire questa mostra temporanea dei cimeli della Locomotiva Umana preludio alla rinascita del nuovo museo che rivivrà non appena sarà stata identificata una sede idonea allo scopo.
L’assessore comunale Enzo Tonghini, affiancato dal benestare dell’intera Giunta, ha quindi deciso che il luogo ideale per ospitare questa rassegna di ricordi è la Casa di Rigoletto che infatti vedrà l’inaugurazione dell’ evento il 5 Maggio 2011.
Tale decisione trova anche il plauso e l’appoggio dell’assessore provinciale Federici Canova e di tutto il Consiglio Provinciale e dell’olimpionico Marco Penna attuale presidente dell’A.N.A.O.A.I. di Mantova.
Piazza Sordello, una delle più belle piazze d’Italia, ospita quindi da Maggio a Settembre 2011 la storia di Learco Guerra a fianco del Palazzo Ducale sede di quella di un altro illustre mantovano: Tazio Nuvolari.
Tutto questo per celebrare degnamente l’80° anniversario della prima Maglia Rosa del Giro d’Italia indossata da Learco Guerra il 10 Maggio 1931 al termine della prima tappa Milano-Mantova dell’edizione di quell’anno e l’ 80° anniversario della conquista del Campionato del Mondo avvenuta a Copenaghen nel 1931.
 I cimeli
Suddivisa in più ambienti la mostra accoglie le più significative testimonianze della carriera di ciclista, di industriale della bicicletta e di direttore sportivo.
Si possono quindi ammirare :
- la bicicletta che lo portò alla vittoria nella Milano-Sanremo del 1933 e nel Giro d’ Italia del 1934;
- la prima maglia rosa nella storia del Giro d’Italia indossata il 10 Maggio 1931 al termine della vittoriosa prima tappa Milano-Mantova dell’edizione di quell’anno;
- la maglia di campione del mondo conquistata a Copenaghen nel 1931 al termine del primo (ed unico per molto tempo) campionato del mondo solo con prova a cronometro individuale sulla distanza di 172 chilometri e del diploma di campione del mondo rilasciato dall’ Unione Ciclistica Internazionale;
- la maglia di campione italiano conquistata nel 1929 su pista a Carpi nel campionato italiano su pista per professionisti (l’attuale prova a punti) e nel 1942 sempre su pista al Vigorelli di Milano nella prova dietro motori;
- la maglia di campione italiano professionisti su strada vinta per cinque anni consecutivi dal 1930 al 1934;
- la riproduzione della maglia della nazionale italiana indossata per sei anni consecutivi ai campionati del mondo (1930/1935);
- la riproduzione della maglia gialla indossata nei Tour de France del 1930 e del 1933 entrambi conclusi al secondo posto;
- altre due biciclette degli anni cinquanta testimoniano l’attività di industriale intrapresa da Learco Guerra negli anni del dopoguerra prima di scegliere la strada di commissario tecnico della nazionale (fu il primo dopo il termine della prima guerra mondiale) e poi quella di direttore sportivo di squadre ciclistiche professionistiche;
- la presenza poi del tandem utilizzato dal figlio Gino e dal nipote Otello Pozzi (olimpionici nel 1948 a Londra) vuole ricordare anche che tutto iniziò proprio con il tandem con il quale il padre Attilio e lo stesso Learco si recavano al lavoro negli anni venti;
- le due medaglie d’argento relative ai due secondi posti ai campionati del mondo (1930 e 1934);
- molte foto, articoli di giornale, coppe ed effetti personali completano l’esposizione.
 La Locomotiva Umana
Nato a S.Nicolò Po nel 1902, iniziò tardi a correre in bicicletta, passando al professionismo all’ età di 27anni. Raccogliendo l’ eredità di Girardengo, diventò l’antagonista del coetaneo Binda che, professionista a 20 anni, aveva già vinto 1 Titolo mondiale, 4 Giri d’Italia, 2 Campionati italiani ecc.ecc. Grazie al suo modo di correre ed alla grande potenza si guadagnò l’ appellativo di “Locomotiva Umana” che ancor oggi lo contraddistingue tra i Campioni leggendari del ciclismo internazionale. Nel palmarès tra le 85 vittorie spiccano 5 Campionati italiani su strada consecutivi (30-31-32-33-34), l’unico Campionato del Mondo disputato a cronometro di 172 Km del 1931, la Milano Sanremo del 1933 ed il Giro di Lombardia del 1934. Sempre ai mondiali su strada si piazzò anche due volte 2° (Liegi 1930-Lipsia 1934). Al Giro d’Italia, fu il 1° ad indossare la Maglia Rosa nel 1931 vincendo la Tappa inaugurale Milano-Mantova dell’edizione di quell’anno che istituiva appunto il simbolo del primato.
Nel 1934 si aggiudicò la Classifica Finale della corsa rosavincendo 10 Tappe. Il suo record di 31 vittorie di tappa lo colloca tutt’oggi al 3° posto dei plurivittoriosi del Giro D’Italia dietro Cipollini e Binda. In quegl’anni burrascosi partecipò pure a due Tour de France arrivando in entrambi 2°, vestendo 7 giorni la Maglia Gialla e vincendo 8 Tappe. Su pista altre 2 delle 7 Maglie Tricolori: nell’ individuale a punti a Carpi nel 1929 e nella specialità “stayers” (dietro motori) al Vigorelli nel 1942 a 40 anni. Carismatico e sempre sorridente, riempiva i velodromi nelle 6 Giorni in Europa ed America.
Vittorie in ammiraglia
Dopo la parentesi del ‘46 come Responsabile della Nazionale su strada professionisti, nel ‘49 Learco Guerra esordì alla guida della sua Squadra e nel 1950 si presentò al Giro d’ Italia con la “multinazionale” comprendente lo svizzero Hugo Koblet: questi, ad inizio stagione disoccupato dopo 4 anni di professionismo incolori, ricambiò subito la fiducia, regalando a Guerra il successo, 1° corridore straniero della storia a vincere il Giro guadagnandosi l’appellativo di “Angelo Biondo”.
Nel 1954 la “Learco Guerra” vinse ancora il Giro con il gregario ticinese Carlo Clerici piazzando al 2°posto Koblet.
L’anno successivo nacque il binomio Faema-Guerra che nel 1956 si sdoppiò in 2 Squadre (Emi e Faema) ma Direttore Sportivo e biciclette avevano un solo nome e cognome: Learco Guerra. In maglia Emi esordì il 24enne lussemburghese Charly Gaul, che nella mitica Merano-Bondone, grazie alla strategia del suo maestro, conquistò la maglia rosa per poi portarla fino a Milano. Nel ‘58 Gaul e il neo acquisto Bahamontes, detto “L’Aquila di Toledo” non bastarono a battere Ercole Baldini, considerato dai tecnici l’ erede di Guerra per la potenza sul passo e nelle prove contro il tempo. L’impresa riuscì invece nel 1959 quando ancora C.Gaul rivincendo il Giro portava a 4 le vittorie consecutive di corridori stranieri diretti da Learco Guerra.
Altro campione che Guerra portò alla Faema fu Rik Van Looy, “L’Imperatore di Herentals”, che vinse più di 100 corse in biancorosso (2 Campionati mondiali, 2 Parigi-Roubaix, 1 Lombardia, 2 Giri di Sardegna ,etc). Tra gli italiani guidati dalle ammiraglie Emi-Faema ricordiamo Fornara, Pellegrini, Pintarelli e Aldo Moser. Ma il Morbo di Parkinson non gli concedeva più tempo e nel ‘61, un anno prima dell sua scomparsa, mentre nella squadra satellite dei dilettanti Faema emergeva il giovane Gianni Motta, diresse alla VoV un ragazzo di Parma: alto, biondo ed elegante, che Guerra paragonava ad Hugo Koblet. Era Vittorio Adorni Campione del Mondo ad Imola nel 1968.
Scarica il volantino
 Informazioni:
Casa del Rigoletto, p.zza Sordello, 23 - Mantova
tel. 0376 288208
orari di apertura: tutti i giorni 9.00 - 19.00

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