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Navigazione interna e idrovia padana: l’Europa ci crede e lo dimostra. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto ci credono?
Il trasporto idroviario rappresenta una risposta reale, sperimentata a livello europeo, per la competitività delle nostre imprese, oltre che un contributo alla sostenibilità e strumento prezioso per la fruizione del territorio e quindi per la promozione turistica.
Questo il punto di partenza per capire come viene percepita oggi, da parte del mondo produttivo, l’opportunità rappresentata dall’utilizzo dell’idrovia Cremona – Mantova - mare e quali possano essere le prospettive future per l’intero sistema industriale del nord
L’Europa ci crede. E l’Italia, soprattutto il nord, la Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Veneto ci credono?
Teoricamente forse sì, in pratica è tutto da vedere. Qualche risposta dovrà emergere dal Convegno promosso dal Consorzio per lo Sviluppo del Polesine in collaborazione con l’Unione Navigazione Interna Italiana -UNII, che si svolgerà a Rovigo il prossimo 18 novembre, alla presenza delSen. Altero Matteoli Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e che vedrà direttamente coinvolti i rappresentanti delle associazioni di categoria e delle istituzioni della Lombardia e del Veneto.
E’ un incontro che intende offrire ad imprese, amministratori, tecnici, rappresentanti istituzionali, l’opportunità di un confronto a più livelli su una tematica oggi fondamentale nell’ambito delle politiche di sviluppo a livello locale, nazionale ed europeo: il sistema di trasporto idroviario come opportunità per il sistema produttivo e come strumento di sviluppo economico industriale.
L’Unione Europea ha identificato il ruolo strategico delle rotte marittime fin dal 1992 con il trattato di Maastricht, prefigurando una rete Transeuropea di trasporti integrata e intermodale per migliorare e potenziare i collegamenti.
All’interno di questa Rete l’idrovia Padanarappresenta un obiettivo prioritario: oggi il canale navigabile Cremona - Mantova – mare, con un percorso di circa 280 chilometri, attraversa quattro province: un territorio che dispone di una dotazione infrastrutturale ancora da sviluppare e implementare, ma che ha tutte le potenzialità per inserirsi a pieno titolo nel modello reticolare a livello europeo.
Questo significa che il sistema di navigazione interna padano veneto potrebbe diventare perno straordinario di sviluppo.
Le esperienze europee dimostrano che anche il trasporto dei veicoli diviene vantaggioso con speciali imbarcazioni a doppio ponte e importanti case automobilistiche utilizzano in modo massiccio il trasporto fluviale; la possibilità di navigare con continuità offre una reale garanzia agli imprenditori sulla regolarità degli orari e sulla affidabilità del servizio, un vantaggio altamente apprezzato, spesso più importante della durata intrinseca del trasporto.
Ciò che incide, positivamente, è la puntualità, la sicurezza e, cosa non trascurabile, i costi vantaggiosi. Il trasporto può quindi diventare risorsa competitiva se utilizzata secondo l’ottica della logistica integrata e dell’utilizzo del trasporto merci via acqua; questa modalità consente infatti un abbattimento dei costi che va a vantaggio del sistema produttivo, della gestione delle aziende, della loro competitività, dell’apertura di nuovi mercati.
E che dire del turismo?
Altro aspetto da non sottovalutare: la Commissione Europea e il Parlamento Europeo hanno posto grande attenzione negli ultimi anni al tema dello sviluppo equilibrato e sostenibile del turismo in Europa e invitato gli Stati membri ad adottare sempre di più politiche di miglioramento delle infrastrutture considerate essenziali per il settore turistico, comprese le vie navigabili a vocazione ricreativa.
Perché è importante crederci
L’asse trasversale Est-Ovest della pianura padana interconnesso alle aree metropolitane di Torino, Milano e del Veneto è fra i più congestionati in Europa e presenta la maggior criticità per carenza di strutture logistiche, per i bassi livelli di affidabilità ferroviaria, stradale e autostradale, per l’elevata curva di incidenti stradali e per l’impatto sull’ambiente e sui consumi energetici. In tale scenario sarebbe un errore non ricorrere al trasporto idroviario e non valorizzare pienamente il fiume Po; sotto il profilo della tipologia di merci, tanto la Lombardia come l’Emilia-Romagna e il Veneto esprimono una elevata domanda di trasporto containers la cui movimentazione si adatta particolarmente al trasporto fluvio-marittimo.
E non manca l’esperienza concreta sul campo: oggi il canale navigabile Cremona - Mantova – Rovigo - mare, ha un percorso di circa 280 chilometri parallelo al Po ed attraversa il territorio delle province di Cremona, Mantova, Verona e Rovigo dove è collocato un porto intermodale in grado di accogliere le navi fluvio-marittime.
Il sistema attuale, canale navigabile e fiume Po, collegato con i porti di Venezia, Chioggia, Porto Levante e Porto Garibaldi, funziona e in questi anni ha trasportato milioni di tonnellate di merci.
I progetti in corso di sistemazione del Canale, le proposte dell’AIPO sul Po, i finanziamenti europei ottenuti per l’intero sistema, fanno ben sperare che le tre Regioni servite da questa rete idroviaria e che da sole producono oltre il 50% del PIL italiano, troveranno - nelle aree industriali già progettate e costruite e in quelle in fase di realizzazione - una proposta per un loro ulteriore sviluppo, più compatibile. Sarà così?
Durante i lavori, alle ore 18.00, si svolgerà la Tavola Rotonda - che vedrà la presenza tra gli altri di Alberto Truzzi, Presidente di Confindustria Mantova- sul tema:“L’interesse dei sistemi industriali e logistico ad essere collocati in aree servite dalle aste navigabili e dalla ferrovia”.
Partecipa Alessandro Pastacci - Presidente Provincia di Mantova - ed è stato invitato Raffaele Cattaneo - Assessore alle Infrastrutture e Mobilità - Regione Lombardia.
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