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L'Antigone al Teatro Minimo, Dal 17 dicembre 2011 al 29 gennaio 2012 al Teatro Minimo in via Gradaro, 7/A, va in scena l''Antigone' di Sofocle. Regia di Walter Delcomune. Mantova
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L'ANTIGONE AL TEATRO MINIMO
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Antigone di Sofocle al Teatro Minimo
Dal 17 dicembre 2011 al 29 gennaio 2012 al Teatro Minimo in via Gradaro, 7/A, va in scena l'"Antigone" di Sofocle. Regia di Walter Delcomune.
Antigone, il mito e le sue origini
Con “Edipo re” ed “ Edipo a Colono”,” Antigone” fa parte del ciclo dei drammi tebani, ispirati alla sorte di Edipo, re di Tebe e dei suoi discendenti. Fu rappresentata per la prima volta ad Atene, alle Grandi Dionisie del 442 a.C., e diede a Sofocle la vittoria nell’agone drammatico.Sembra che il mito di Antigone sia creazione originale del drammaturgo, perché nessuna fonte più antica ne narra la vicenda. In un punto dell’Odissea, Omero accenna all’incesto di Edipo e Giocasta, ma non menziona figli nati da questa unione. Il personaggio di Antigone appare per la prima volta con Ismene ne I sette a Tebe di Eschilo, in una parte dell’opera che alcuni critici ritengono spuria.
La storia
Dopo la morte di Eteocle e Polinice nella guerra dei sette contro Tebe, Creonte, nuovo re, ordina che gli onori funebri vengano tributati solo ad Eteocle e che Polinice sia lasciato insepolto, pena la morte per i trasgressori. Antigone, sorella degli eroi, contravviene al decreto. Sorpresa mentre dà sepoltura a Polinice, viene condannata ad essere rinchiusa viva in un antro di pietra. Le profezie dell’indovino Tiresia e i consigli del coro spingono Creonte a liberarla. Troppo tardi, perché Antigone si è impiccata. La sua morte provoca quella di Emone, figlio di Creonte e promesso sposo della fanciulla, e di Euridice, moglie di Creonte, che viene così colpito dalla sua stessa intransigenza.
Le caratteristiche
Un problema etico costituisce il nodo della tragedia. Il conflitto è tra legge della “polis” e legge naturale, o, in altre parole, tra legge dello stato da una parte e legge del cuore, valori familiari e doveri verso gli dei dall’altra. Temi che hanno dato origine ed alimentato dispute filosofiche innumerevoli nel corso dei secoli. L’opera presenta una grande figura femminile, Antigone, appunto, ma tutti i personaggi sono tratteggiati con grande maestria. A differenza di quelli di Eschilo, statici e sempre uguali a se stessi, essi sono dinamici, anche contraddittori, con crisi di coscienza, pentimenti e repentini cambiamenti di idea. Nel delinearli, Sofocle ricorre alla tecnica del contrasto: così Antigone si contrappone a Creonte e alla sorella Ismene e Creonte, a sua volta, a Emone e a Tiresia.
L’allestimento
Rispettando lo spirito tragico di Sofocle, la regia ne ha dato una lettura di grande semplicità, con l’attenzione posta su emozioni e sentimenti. Sono presenti tuttavia alcuni accenni simbolici, che arricchiscono e puntualizzano la messinscena. Lo spazio scenico è diviso in due parti, quello geometrico e preciso di Antigone e quello ornato, barocco e regale di Creonte, con intromissioni da parte dell’uno o dell’altro nello spazio altrui. Gli eventi si svolgono in tanti quadri intervallati da musica e da effetti di luce o di chiaroscuro che, fondendosi armoniosamente, mirano a dar rilievo all’azione precedente o ad anticipare la successiva, in pieno accordo con l’intensità poetica delle monodie del coro.
Musiche originali
Fabrizio Palermo
Antigone
Angela Fornacciari
Ismene
Ana Anighoro
Corifeo
Rosalba Le Favi
Coro
Fiorenza Bonamenti
Creonte
Sergio De Marchi
Custode
Arabella Ciampa
Emone
Eugenio Solci
Tiresia
Walter Delcomune
Messo
Marco Meloni
Euridice
Francesco Alfano
Collaborano
Chiara Bonassina, Sandro Boninsegna, Gabriele Oliva
Ingresso
Euro 10,00
Euro 15,00 per lo spettacolo del 31 dicembre
Informazioni e prenotazioni
0376 320407 (tutti i giorni dalle ore 18 alle 19.30) - 339 6884328
www.teatrominimodimantova.it

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