L’Associazione Lac (Laboratorio di Architettura Contemporanea), continuando il suo lavoro sulla città ed il paesaggio urbano, anche nel 2011, ha organizzato un ciclo di conferenze invitando a Mantova alcuni tra i protagonisti dell’architettura contemporanea.
Il primo incontro del 2011 si è tenuto venerdì 11 marzo nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria, a Mantova.
E’ stato protagonista l'architetto Walter Angonese. “E’ una iniziativa bella e importante per la città – ha osservato il sindaco Nicola Sodano – che consente di stimolarci per introdurre elementi di architettura contemporanea di cui Mantova è carente.
Proprio ora che stiamo eleborando il Pgt, abbiamo bisogno di interagire sulle tematiche del restauro, del recupero per completare i quartieri periferici rimasti a metà. Siete un’avanguardia che ha un ruolo importante nella promozione culturale della città”. L’evento è stato presentato giovedì 10 marzo a Palazzo Municipale.
Il sindaco Sodano con il gruppo del Lac
Oltre al sindaco Sodano, il consigliere delegato Italo Scaietta, il presidente della commissione cultura Pietro Ferrazzi e il presidente del Lac Vittorio Longu. Accanto a loro c’erano gli altri esponenti del Lac e il rappresentante dell’ordine provinciale degli Architetti Cristiano Guernieri. Angonese è nato nel 1961 a Kaltern – Sudtirolo. Ha studiato architettura allo Iuav di Venezia, dove si è laureato nel 1990 con Vittorio Gregotti. Nel 1992 ha fondato lo studio “a5” Angonese Galvagnini Scherer, con sede a Bolzano. Nel 2002 si è trasferito a Kaltern, dove vive e lavora.
Oltre all’attività professionale che lo ha visto impegnato nella realizzazione di interessanti opere museali, luoghi di lavoro ed altri importanti progetti, numerose sono le attività legate alla didattica svolte nelle più prestigiose sedi universitarie europee. I suoi progetti indagano da sempre il sottile rapporto che l’architettura instaura con il luogo attraverso una visione dapprima pragmatica, poi programmatica ed infine processuale e narrativa. Temi propri del suo lavoro sono la relazione tra topografia e tipologia, il rapporto tra artificiale, storia, ibrido, casuale.
Un approccio sospeso fra tradizione e astrazione concettuale che restituisce opere intense fatte di poche parole pronunciate senza clamore. I prossimi incontri: 25 marzo Gerotto e Reichegger 13 aprile Francisco Mangado