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Presentato il programma del Giorno della Memoria, Cinquanta appuntamenti e quarantacinque Comuni per non dimenticare. Lunedì 16 gennaio è stato presentato, presso la sede della Provincia, il ricco calendario d'iniziative per il 'Giorno della Memoria'. Durante la conferenza stampa il primo pensiero di tutti i relatori e partecipanti è stato rivolto a Fabio Norsa, il presidente della Comunità ebraica di Mantova scomparso recentemente. Mantova
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PRESENTATO IL PROGRAMMA DEL GIORNO DELLA MEMORIA
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| I relatori durante la conferenza stampa di presentazione del programma del Giorno della Memoria |
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Cinquanta appuntamenti e quarantacinque Comuni per non dimenticare.
Lunedì 16 gennaio è stato presentato, presso la sede della Provincia, il ricco calendario d'iniziative per il "Giorno della Memoria".
Durante la conferenza stampa il primo pensiero di tutti i relatori e partecipanti è rivolto a Fabio Norsa, il presidente della Comunità ebraica di Mantova scomparso recentemente. Però, proprio ricordando l’insegnamento di Norsa, hanno spiegato di voler andare avanti e quindi distinguere queste celebrazioni dal ricordo di lui, con un'altra iniziativa separata in futuro.
I tanti appuntamenti in programma, che si svolgeranno in città ed in provincia, sono stati presentati dal vicepresidente della Comunità ebraica Emanuele Colorni (che dovrebbe succederà a Fabio Norsa e lo sostituirà nelle varie iniziative insieme a Miriam Jarè, e anche alla moglie Loredana e al figlio Marco), da Carlo Berini di Sucar Drom (sinti e rom), da Angelica Bertellini di Articolo 3 e dai presidenti dei consigli provinciale Simone Pistoni e comunale Giuliano Longfils.
Il Giorno della Memoria si celebra il 27 gennaio, come riconosciuto dalla Repubblica italiana, "data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".
Il programma di quest’anno, sempre molto ricco, che coinvolge 45 Comuni, con una cinquantina di manifestazioni, sarà incentrato specialmente sul Porrajmos, la Shoah degli “zingari”, deportati nei campi di concentramento.
Oltre al tradizionale ricordo sul binario 1 della stazione il 27 gennaio alle 14.30, da dove partivano i treni blindati carichi di uomini, donne e bambini, diretti ad Auschwitz e Birkenau, seguito da una cerimonia in sinagoga (alle 15.30), alla tragedia del Porraimos sarà dedicata la prolusione di Luca Bravi dell’università di Chieti durante il consiglio provinciale e comunale congiunto che si terrà alle 17 al Teatro Bibiena.
Parleranno poi il sindaco Nicola Sodano, il presidente Alessandro Pastacci e i presidenti dei consigli provinciale, Pistoni, e comunale, Longfils.
Un altro momento importante sarà la tavola rotonda, lunedì 30 alle 17 a Palazzo della Ragione, per la presentazione del quarto rapporto annuale sulle discriminazioni di Articolo 3, alla quale parteciperanno il procuratore capo di Mantova, Antonino Condorelli, e il giornalista Furio Colombo.
Quest’anno ci sarà anche Moni Ovadia che martedì 31 gennaio alle 20.45 terrà uno spettacolo di canti, musiche, storie rom sinte ed ebraiche, intitolato “Oltre i confini.
Ebrei e Zingari” con ingresso gratuito.
Interessante anche la proposta di “Quattro passi nel Ghetto” con Marco Patuzzi, che ha scritto con Emanuele Colorni il libro sul Ghetto di Mantova. Gli appuntamenti (molti altri solo per le scuole) sono stati organizzati dall’Istituto mantovano di storia contemporanea, di cui alla conferenza era presente il presidente Maurizio Bortolotti.
Inoltre, per la prima volta Mantova ricorderà Alberto Dalla Volta, amico di Primo Levi ad Auschwitz e che probabilmente gli salvò la vita. L'appuntamento è per sabato 21 gennaio alle 17.30 all'Auditorium Monteverdi in via Conciliazione 33, su iniziativa della Comunità Ebraica, di Articolo 3, del Conservatorio Campiani, dell’Archivio di Stato e dell’Istituto di storia contemporanea. Interverrano due studiosi: Alberto Cavaglion e Marino Ruzzenenti.
Pochi lo sanno, ma Alberto era nato a Mantova. La sua famiglia si stabilì poi a Brescia e da lì lui e il padre furono deportati.
Il programma completo del Giorno della Memoria 2012

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