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Si è svolta la seconda udienza del processo per le morti del petrolchimico.
Martedì 18 gennaio i difensori hanno sparato le prime bordate sulle parti civili, costituitesi in questo procedimento, per avere un risarcimento dei danni.
Così com’era avvenuto in occasione dell’udienza preliminare, i legali hanno di nuovo chiesto l’esclusione di Syndial e Polimeri, del Comune, della Provincia e della Regione, dell’Inail, dei sindacati, delle associazioni e di alcuni eredi e familiari delle persone decedute.
Sono seguite le repliche dell’accusa, rappresentata dai sostituti procuratori Giulio Tamburini e Marco Martani e di alcune parti civili tra cui l’Inail.
L’udienza è stata aggiornata a martedì 25 gennaio quando a parlare saranno proprio gli avvocati di Syndial e Polimeri. Dopodiché sarà il giudice Eleonora Pirillo a decidere sulla definitiva ammissione delle parti civili.
Numerose, dunque, sono state le eccezioni sollevate dagli avvocati difensori.
Anche per il Comune di Mantova gli avvocati della difesa hanno chiesto l’esclusione.
«Nessuna norma di rango legislativo attribuisce al Comune - ha sostenuto l’avvocato Baccaredda - alcun potere o pubblica funzione per la tutela dei beni che compaiono in questo processo. Neppure le disposizioni dello statuto comunale, citate nell’atto di costituzione, vengono in soccorso. L’articolo 4 dello statuto, relativo alle funzioni del Comune, parla genericamente di diritto alla salute e di tutela dell’ambiente esterno, segnatamente contro l’inquinamento atmosferico, ma non fa alcun riferimento all’impegno del Comune per la tutela della sicurezza dei luoghi di lavoro. Una disposizione generica come il diritto alla salute e il diritto allo studio».
A questa eccezione il Comune e anche la Provincia risponderanno nel corso della prossima seduta che, come già accennato, si terrà martedì prossimo alle dieci.

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