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CittaDiMantova.it
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GIOCARE A FARE TELEVISIONE
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"Sul percorso de “La Via della Musica” in cui ci siamo incamminati da tempo, eccoci al terzo appuntamento: “Rigoletto a Mantova”. L'intervento di Andermann
 E continuiamo nel nostro desiderio di giocare a “far televisione”, mettendoci e mettendo a rischio i risultati acquisiti con le precedenti esperienze per sperimentare ancora di più, cercare di andare un po’ oltre il “déjà vu”, per fare della televisione, al limite anche un po’ circense, come se tutti, gli artisti e i tecnici, agissero su una corda tesa molto in alto consapevoli del pericolo del vuoto sottostante, tutti disponibili nel voler percorrere zone un po’ inesplorate. Per far questo sono indispensabili “complici” che alle loro qualità artistiche d’eccezione aggiungano una curiosità interdisciplinare. Così è per il Maestro Zubin Mehta, che rappresenta la continuità musicale dai due precedenti “Film in diretta” a questo nuovo. Così è per Vittorio Storaro, anche lui compagno di viaggio dei due primi “Film in diretta” ed ora nel Rigoletto.
Così è con Placido Domingo, leggenda vivente, grande musicista, attore capace di provocare emozioni indimenticabili, compagno di viaggio fin dalla Tosca a Roma e prima ancora in altre avventure musical-televisive. Per approfondire e ricercare nuove soluzioni narrative ai nostri “Film in diretta”, certamente il grande talento di un autore cinematografico, profondo e complesso, come Marco Bellocchio ci porta verso nuovi lidi.
Nella scelta degli interpreti, attori prima che cantanti, ci saranno sorprese e debutti, a cominciare proprio da Placido Domingo, debuttante nel ruolo di Rigoletto. Ma per il momento per restare sorprese verranno rese note nell’avvicinamento verso la diretta in mondovisione del 4 e 5 settembre. La consolidata collaborazione con la RAI, con un apporto professionale fuoriserie, permette di “trasmettere” quelle passioni proprie al melodramma da luoghi di straordinaria bellezza, veri coprotagonisti, per raccontare al mondo intero quella quintessenza della civiltà italiana che proprio in questi aspetti ha alcune delle sue eccellenze. I nostri appuntamenti su “La Via della Musica” non si fermeranno a Mantova. Andremo ancora più lontano perché, per dirla con Baudelaire, “La musica scava il cielo”.
Buon viaggio a tutti noi e a tutti coloro che ancora una volta, o per la prima volta, vorranno essere all’appuntamento nei cinque continenti.
Andrea Andermann

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