Le Soprintendenze di Mantova, Brescia, Milano, e Roma hanno confermato che nella prossima primavera dovrà essere smantellato il cubo. La decisione è avvenuta giovedì 18 novembre durante un vertice in Comune sui mosaici romani, attualmente protetti dal cubo metallico. Il Comune ha individuato un’area dove poterlo rimontare direttamente, senza ulteriori costi di stoccaggio.
«La struttura certo non si può considerare bella - dice il sindaco Nicola Sodano - ma a conti fatti è costata circa 400mila euro, soldi che non possono essere sprecati».
La scelta è ricaduta sull’area dell’ex scuola Kennedy, vicino a palazzo Te, dove la costruzione sarà rimontata a marzo, quando dovrà sparire dalla sede attuale. «L’idea - spiega Sodano - sarebbe quella di creare all’interno del cubo uno spazio espositivo per mostre di giovani artisti emergenti. Così diventerà un’ulteriore risorsa a disposizione dei cittadini, e non sarà abbandonata a se stessa».
Nel frattempo verrà trovata una soluzione provvisoria («non è ancora stata individuata» precisa il sindaco), nell’attesa di lanciare il bando di concorso per la progettazione del lato corto di piazza Sordello.
Al tavolo di incontro si è parlato dello stato di salute dei mosaici romani, e dei risultati rilavati dagli studi effettuati dalle Soprintendenze negli ultimi 3 mesi. Maria Concetta Laurenti dell’istituto superiore di Roma per la conservazione e il restauro ha sottolineato: «Da circa 90 giorni stiamo eseguendo un attento monitoraggio sulla domus romana.
Ma non basta per poter comunicare dati approfonditi e attendibili». L’esito delle prime rilevazioni, per Laurenti è però positivo: «Lo stato di conservazione dei mosaici si può considerare buono.
L’unico problema riscontrato è infatti una patina biologica causata dall’elevato tasso di umidità, inevitabile in questa zona. Ma i restauratori - assicura - eseguono periodicamente interventi che impediscono qualsiasi deterioramento dei reperti storici».