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| Sodano, Fregonese e Alberti |
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La facciata di Sant’Andrea in 3D. Si può vedere nella mostra “Forma digitale della facciata monumentale” in esposizione fino a domenica 25 settembre 2011 al Museo Diocesano di piazza Virgiliana. Il lavoro digitale è stato presentato giovedì 23 settembre 2011 dal professor Luigi Fregonese, che a Mantova insegna topografia e fotogrammetria legata ai Beni culturali, Scuola di Architettura.
Frutto di una ricerca effettuata all'università, a cui hanno partecipato con Fregonese l’architetto Laura Taffurelli e, nel gruppo di lavoro, Silvia Chiarini, Luca Cavattoni, Silvia Pighi, Stefano Cremonesi e Valentina Soave, sono stati impiegati alcuni nuovi strumenti di cui l’università è dotata e che consentono di catturare un milione e duecentomila punti.
All'inaugurazione sono intervenuti il sovrintendente Andrea Alberti, insieme al sindaco Nicola Sodano e a monsignor Roberto Brunelli, direttore del Diocesano. "La valorizzazione dei Beni Culturali - ha evidenziato Sodano - non può essere disgiunta da una politica che guardi al rilancio dell'economia".
Durante l'inaugurazione sono stati illustrati i processi di conoscenza, comunicazione e valorizzazione del patrimonio dei Beni Culturali, che ben si sposano con le Giornate europee del Patrimonio “Italia tesoro d’Europa”, indette dal Mibac. L'elaborazione ha messo in primo piano i rilievi del pronao e della facciata della Basilica di Sant'Andrea cercando di restituire la sua complessa configurazione architettonica.
Le rappresentazioni proposte nella mostra sono la sintesi del lavoro di indagine e conoscenza della forma del vestibolo e degli ambienti soprastanti, attraverso l’integrazione di metodologie di rilievo tridimensionale e fotografico che hanno portato a un nuovo livello di dettaglio e raffigurazione.
Alla base è stato posto lo studio dello stato conservativo del manufatto. Dopo di che è stato elaborato un modello 3D funzionale alla rappresentazione del quadro fessurativo, a supporto del progetto di restauro in corso. Le sezioni e le immagini prodotte sono inoltre una documentazione digitale valida per ulteriori approfondimenti o per la semplice divulgazione.
Il lavoro del Laboratorio del Politecnico di Milano ha avuto come obiettivo quello di definire, nell’ambito della ricerca universitaria, le migliori strategie di intervento in merito alle strumentazioni utilizzabili, alle metodologie applicabili e alle forme migliori di rappresentazione di Beni Culturali complessi.

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