Elkann, Sodano e Crespi davanti al mosaico tunisino per l'inaugurazione della mostra
E’ stata affollata l’inaugurazione della mostra “Volti e immagini del Poeta” sabato 15 ottobre a Palazzo Te. L’evento si è trasformato in una festa, in un momento emozionante di fraternità tra le sponde del Mediterraneo nel ricordo, sia pure lontano, di comuni radici romane.
Tanti gli applausi degli oltre cinquecento invitati che, punteggiando il suo discorso, hanno espresso stima per il ministro della Cultura tunisino Azedine Beschaouch.
Gli auguri sinceri per la democrazia dopo la primavera araba, si sono ripetuti nel discorso del sindaco Nicola Sodano che ha consegnato all’ospite il Virgilio in cattedra e ha rilanciato l’invito a Napolitano: “Presidente, manchi solo tu”, ha detto il primo cittadino concludendo il suo discorso.
Insieme a lui hanno parlato il sottosegretario Mario Mantovani (in rappresentanza del governo), il presidente di Palazzo Te, Angelo Crespi che ha fatto da padrone di casa, Alain Elkann, presidente del comitato scientifico del Te. Azedine Beschaouch è anche sindaco di Cartagine. E proprio dalla città famosa per la sua rivalità con Roma, il ministro è partito per ricordare Sant’Agostino.
A Cartagine nel 411 d.C. si tenne una solenne conferenza con 286 vescovi cattolici e 279 vescovi donatisti che sanzionò la vittoria dei cattolici ponendo fine allo scisma. Oratore cattolico fu Agostino. Il ministro ha ricordato che in quei giorni , per rilassarsi si faceva leggere Virgilio da un discepolo e chiedeva di ascoltare i versi sull’amore di Enea e Didone, regina di Cartagine.
E si commuoveva, all’ascolto, versando lacrime. L’impero romano, celebrato da Virgilio, ha voluto sottolineare il ministro, non si può definire una colonizzazione, ma una unione di autonomie municipali. “Io sono uno storico dell’Africa romana e mi piace ricordare che il nome dato alla città fu Concordia Julia Cartago, si voleva esprimere un legame nuovo e positivo con una città con la quale nel passato c’erano state le guerre puniche”.
Sodano consegna l'Edicola di Virgilio al ministro della Cultura tunisino Beschaouch
Parlando di fratellanza ha aggiunto: “Come l’Italia, la Tunisia si farà da sé, 55 anni dopo l’indipendenza, si farà democratica, senza democrazia non esiste la Tunisia”. Virgilio, ha poi aggiunto, è un genio mantovano, ma anche africano se “teniamo conto che ci sono ben 5mila citazioni dell’Eneide nei testi delle epigrafi africane”.
Prima dell’inaugurazione, aveva visitato Palazzo Te insieme ad Afef - accompagnata dal marito Marco Tronchetti Provera e da Franca Sozzani - con la delegazione tunisina (c’era anche il console a Milano , Faouzi Ouertani), il sindaco Sodano, Crespi, Elkann, il prefetto Ruffo, e Daniela Sogliani.
Si è soffermato davanti all’affresco di Amore e Psiche, ricordando che Apuleio scrisse di quel mito proprio a Cartagine.
La visita alla mostra è poi stata guidata dal curatore Vincenzo Farinella che ha descritto il mosaico tunisino con Virgilio tra le Muse, i dipinti di Virgilio che prende per mano Dante facendogli varcare l’ingresso dell’Inferno, del pittore senese Rutilio Manetti, un caravaggesco, e i due grandi Suicidio di Didone, fino ad “Enea nei Campi Elisi”, dove Enea mostra al padre Anchise la discendenza. Suggestivi i quadri che ritraggono la tomba di Virgilio Posillipo, Napoli, in particolare i due dell’inglese Joseph Wright. Nell’ultima stanza si può vedere il video di Piavoli, padre e figlio, dedicato al Mincio virgiliano, che mostra lo scorrere lento dell’acqua, gli animali e le piante: ai tempi delle Bucoliche.